
Tempo medio di lettura: 4 minuti
30/9/2024
Hassan Nasrallah, leader libanese di Hezbollah, è stato ucciso venerdì sera durante gli attacchi israeliani a Beirut. Anche Hezbollah, che inizialmente aveva solo reso noto di aver “perso i contatti” con il suo capo, ha poi confermato la notizia.
Gli Stati Uniti hanno espresso soddisfazione per l’uccisione di Nasrallah, ma anche una forte preoccupazione per l’allargamento del conflitto. La Russia, invece, ha condannato le azioni israeliane e sostiene che il rischio di “guerra totale” sia elevato.
C’è attesa per la reazione dell’Iran: a parole promette grandi vendette, ma per il momento ha dovuto smentire di aver mandato soldati dentro il Libano e Gaza, i cui governi non hanno fatto alcuna richiesta di spedizione.
Naim Qassem, vice segretario di Hezbollah, ha parlato per la prima volta poco fa: “Hezbollah continuerà con i suoi obiettivi principali nonostante gli attacchi aggressivi contro i civili in Libano e l’obiettivo di Israele di creare caos”.
Nel frattempo, l’offensiva di Israele continua su più fronti: Yemen, Siria, Libano e Gaza. Nella notte è stato ucciso il leader di Hamas in Libano, Fateh Sherif Abu el-Amin.
1/10/2024
È iniziata ieri sera l’operazione di terra da parte di Israele nel sud del Libano: l’esercito afferma che sarà limitata nel tempo e nello spazio (un raggio di 30 km dal confine con Israele al fiume Litani), volta a colpire postazioni militari e siti di stoccaggio delle armi di Hezbollah.
Nonostante l’obiettivo dichiarato di Israele resti Hezbollah, c’è un grande movimento di persone in cerca di rifugio. Non c’è spazio in territorio libanese e il premier Miqati chiede aiuti alla comunità internazionale per dare sostegno a circa un milione di sfollati.
Gli Stati Uniti a parole e nei fatti hanno avallato la scelta di Israele di continuare l’offensiva contro Hezbollah, tuttavia sostengono anche che finita questa operazione bisogna tornare alla diplomazia. La Russia condanna Israele per aver invaso uno Stato sovrano.
Mark Rutte, ex premier olandese e nuovo Segretario generale della NATO (in carica da oggi 1° Ottobre), ha dichiarato che l’Alleanza non è direttamente coinvolta, ma non bisogna alzare troppo la tensione. L’Ucraina, invece, resta una priorità e bisogna spendere di più.
Julian Assange, fondatore di Wikileaks, nella sua testimonianza al Consiglio d’Europa a Strasburgo: “Ho scelto la libertà sull’impossibilità di ottenere giustizia. Sono libero oggi perché dopo anni di carcere mi sono dichiarato colpevole di giornalismo”.
In serata l’Iran ha lanciato circa 180 missili balistici su Israele. È la vendetta per la morte dei leader di Hamas ed Hezbollah: Haniyeh e Nasrallah.
Nell’attacco è morta una sola persona, a Gerico: è palestinese. I danni sono molto limitati grazie al sistema di difesa israeliano Iron Dome e all’assistenza degli americani.
Gli Stati Uniti avevano reso noto che l’attacco era imminente e sarebbe arrivato entro le prossime 12 ore, mentre l’Iran ha voluto smentire di aver avvertito.
L’Iran ha dichiarato di essere in stato di guerra. Il premier israeliano Netanyahu: “L’Iran ha commesso un grave errore stasera e pagherà per questo”.
Gli Stati Uniti hanno condannato fermamente l’attacco iraniano e sostengono di essere pienamente al fianco di Israele.
2/10/2024
Dopo l’attacco iraniano di ieri sera – che non ha fatto danni ma di cui si sottolinea la portata simbolica – Israele ricomincia l’offensiva alla periferia sud di Beirut, nota per essere la roccaforte di Hezbollah, e si registrano scontri al confine con le milizie di Hezbollah.
Il premier israeliano Netanyahu ha detto chiaramente che si atterrà alla regola stabilita: “Attaccheremo chiunque ci attaccherà”. L’Iran, dal canto suo, minaccia di ridurre in cenere Tel Aviv in caso di risposta di Israele.
Oggi riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’ONU, mentre il ministro degli Esteri israeliano Katz ha bandito dal Paese il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres dichiarandolo “persona non grata”.
Ciò che infastidisce Israele è la mancata condanna esplicita all’attacco iraniano. Guterres, infatti, ha semplicemente affermato che “l’escalation è da evitare in tutti i modi”. Simile la linea della Russia, che critica “chiunque aumenti la tensione nell’area”.
Anche l’Italia segue con apprensione l’evolversi e l’aggravarsi della crisi mediorientale. La premier Meloni, in qualità di presidente di turno del G7, ha convocato per questo pomeriggio una riunione a livello di leader.
3/10/2024
Basta un chiodo per spaccare l’Italia in due: è quanto accaduto ieri a Roma. Oltre 100 corse cancellate, ritardi dalle 3 alle 4 ore.
Un chiodo piantato dove non avrebbe dovuto ha colpito un cavo collegato alla centrale operativa di Roma Termini, mettendo in difficoltà prima le stazioni ferroviarie di Termini e Tiburtina, e poi di riflesso quelle di tutta Italia.
Già ieri il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Salvini, nel mirino di utenti delle ferrovie e delle opposizioni politiche, aveva scaricato la responsabilità: “Colpa di una ditta privata: ho preso nomi e codice fiscale di chi ha lavorato male”.
Oggi ha fatto sapere che “è stata sospesa qualsiasi attività tra RFI e la ditta intervenuta sulla tratta ferroviaria Parco Prenestino – Roma Termini, dove si è verificato un danno alla linea con conseguenze sulla circolazione dei treni”.
Tuttavia, perché non sia mai scattato l’allarme e come sia possibile che non sia partita l’alimentazione di scorta rimane “un’anomalia” ancora da chiarire, e la situazione preoccupa in previsione del Giubileo ormai alle porte.
Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)