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29/10/2024
Il maltempo non colpisce solo l’Italia: il fenomeno che ha interessato la Spagna nelle ultime ore si chiama Dana e ha portato venti e forti piogge (le più abbondanti dal 1966).
I morti sono almeno 64 nella provincia di Valencia, ma si tratta di un bilancio destinato ad aggravarsi, visto che numerose persone sono ancora disperse.
I soccorritori cercano di recuperare i residenti intrappolati con gommoni: l’acqua ha trasformato le strade in fiumi.
Strade allagate, fiumi esondati, macchine trascinate via dall’acqua. Cancellati collegamenti ferroviari dell’alta velocità tra Madrid e Valencia.
Il governo centrale ha istituito un’unità di crisi, che si è riunita ieri sera. Le parti più colpite sono soprattutto a Sud e ad Est del Paese.
30/10/2024
Mentre comincia a perdere intensità la devastante alluvione – dovuta al fenomeno della Dana – in Spagna, sale il bilancio dei morti (oltre un centinaio) e si continuano a cercare casa per casa i dispersi. Più di 120.000 gli sfollati.
A Valencia in otto ore sono caduti circa 490 millimetri d’acqua, ovvero la quantità media abituale di un anno. Un “testimone: “Tutto è successo nel giro di pochi secondi, l’acqua ci arrivava fino alle ginocchia”.
Rimane alto l’allarme per altre precipitazioni. Il premier Sanchez dichiarerà la zona vittima di “calamità naturale” e invita tutti i cittadini a stare a casa durante il ponte festivo, seguendo le indicazioni della protezione civile.
Intanto è polemica politica sulla gestione dell’emergenza da parte del presidente della regione di Valencia, il popolare Carlos Mazón, accusato di aver sottovalutato per ore la portata dell’alluvione.
Un primo allarme rosso è stato lanciato dall’autorità meteo nazionale martedì alle 7, ma solo 11 ore dopo – quando tutta la zona era già travolta dall’inondazione – è arrivato sui cellulari dei residenti l’invito urgente a non muoversi.
Stefania Barcella
Giornalista iscritta all’albo dei pubblicisti della Lombardia (IT)